La Brianza

 

La Brianza può essere suddivisa in (almeno) in due parti: l'Alta e la Bassa Brianza. L'alta Brianza, ha come città più importante Erba; la bassa, invece, ha nella città di Monza, già residenza e capitale estiva del regno longobardo d'Italia all'epoca di Teodolinda e Agilulfo, il capoluogo della Provincia di Monza e della Brianza, istituita l’11 giugno 2004 e divenuta operativa nel giugno 2009 con l’elezione del primo consiglio provinciale.In tema di province, il territorio brianzolo ne comprende ben quattro: Como, Lecco, Milano e la già citata Monza e della Brianza. Tra i centri più importanti ci sono: Seregno (Provincia di Monza e Brianza). Cantù (in provincia di Como), Merate (provincia di Lecco).

IL TERRITORIO

Il territorio, che si estende da una parte delle Prealpi lombarde fin giù ai confini con la cintura milanese, presenta una conformazione del territorio piuttosto variabile che ha per vertice settentrionale il doppio spartiacque della valle del Lambro: dalla sorgente del fiume verso Montorfano (a ponente) e lungo il lago di Lecco e l’Adda (levante). Da questi due punti di riferimento, i limiti briantini scendono a sud con i corsi del Seveso a occidente sin presso Milano e dell’Adda sino a Cassano.L'alta Brianza si caratterizza fondamentalmente per la presenza di un territorio piuttosto collinare ed un suolo decisamente ghiaioso/sabbioso; la bassa Brianza presenta invece un territorio decisamente più pianeggiante, con un suolo argilloso ed impermeabile.Procedendo quindi da sud verso nord, l'altitudine media del territorio tende quindi ad aumentare: si passa dai 160 metri della bassa Brianza fino ai 300-350 metri dell'alta Brianza, escludendo i primi rilievi prealpini.Brianza terra altresì di bellezze panoramiche e di paesaggi idilliaci. ”E’ un paese di spiccata amabilità. Cento collinette tra le quali ridono come occhi di bimbi felici gli azzurri laghetti eupilei. Dietro ogni colle appare un mondo diverso, ma sempre limpido e luminoso”, scrive nella prefazione a un suo volume “Lombardisches Land”, Ernst Schmid (Ediz. Huber, Fraunfeld - Svizzera). Brianza terra di frontiera! Secondo alcuni storici l’entità Brianza medioevale è stata argutamente intuita quale “Terra di frontiera”, tenuto conto delle opere di difesa createvi in quei tempi e di altri fattori che contribuiscono a presentarci una “regione” a stante non solo per motivi religiosi, diocesani e per tradizione, ma anche per ragioni politiche e militari (Gianluigi Barni: Brianza Vol. IX – 1961).

IL CLIMA

Il clima brianzolo può essere definito, a grandi linee, come un clima temperato continentale. Gli inverni sono abbastanza rigidi e non particolarmente piovosi, sono frequenti le ghiacciate e le brinate (la temperatura può raggiungere anche i -10/-12 °C) e nel corso dei mesi invernali può fare la sua comparsa la neve, talvolta anche con accumuli importanti. Le cosiddette mezze stagioni sono piuttosto umide e miti mentre invece le estati risultano calde e afose (la temperatura può arrivare anche oltre i +35/38 °C); molto frequenti sono i temporali estivi. Anche riguardo al clima, tuttavia, bisogna fare qualche piccola distinzione tra l'alta e la bassa Brianza. L'alta Brianza è, mediamente, più ventilata (soprattutto d'inverno, per il favonio); inoltre le temperature minime invernali e le massime estive presentano valori meno "estremi" (è poco probabile, a parità di quota, che si registrino temperature di -12 °C d'inverno o +38 °C in estate, valori invece che spesso vengono raggiunti a quote pianeggianti nella bassa Brianza). La bassa Brianza, specialmente d'inverno, può rimanere avvolta dalla nebbia ininterrottamente per diversi giorni, cosa invece assai difficile per la parte alta. Inoltre l'alta Brianza e le zone pedemontane risultano mediamente più piovose della parte bassa.

 
MONZA Brianza e dintorni
 
COMO

Numerosi sono i monumenti che si possono visitare: da Piazza Duomo, con la Cattedrale la cui straordinaria bellezza si deve alla bravura dei Maestri Comacini. Quindi l'adiacente Palazzo del Broletto, antica sede comunale. Da Piazza Duomo proseguendo per Corso Vittorio Emanuele, via piena di negozi, bar e ristoranti, si giunge a Palazzo Giovio, sede del Museo Civico Archeologico dedicato a diversi periodi storici che vanno dalla Preistoria fino al Medioevo, Accanto al Palazzo Olginati si trova invece il Museo Storico "Giuseppe Garibaldi", diviso in varie sezioni: risorgimento, etnografia,storia contemporanea, e quadreria. Di particolare interesse sono i resti delle chiese medievali di San Marco, San Nazzaro, Santa Margherita e Santa Caterina. Una visita merita il Tempio Voltiano, inaugurato nel 1928 per celebrare l'opera di Alessandro Volta, celebre scienziato comasco; il Tempio ospita più di 200 reperti di cui circa la metà originali. Altra grande attrazione turistica della città è il Museo della Seta, che conserva antichi macchinari e tessuti, che mostra 150 anni di tradizione delle tecniche relative alla lavorazione della seta. Tra le curiosità segnaliamo il Museo Rivarossi dell'omonima azienda produttrice di trenini in miniatura. Un altro percorso può iniziare dalle mura medievali che circondano il centro storico della città, con visita delle tre torri, Porta Torre, Porta Gattoni e Porta Vittani. Da qui si prosegue lungo il reticolo delle strade romane, poste perpendicolarmente l’una all’altra. Giunti in piazza San Fedele, si procede alla visita della chiesa di San Fedele e alla omonima piazza che conserva importanti segni del passaggio dei secoli negli edifici circostanti.Poco distante si può ammirare, presso Palazzo Volpi, sede della Pinacoteca Civica e della Civiche Raccolte d’arte.

LECCO

Il più antico monumento di Lecco è senza dubbio il Ponte Azzone Visconti, edificato nel 1338 per collegare la città con il ducato di Milano e costituito da una lunga serie di arcate. Ancora oggi è uno degli ingressi principali a Lecco molto interessanti legati alle battaglie che si sono tenute in territorio cittadino, mentre nella Villa Manzoni, si raccolgono memorie legate alla figura di Aessandro Manzoni, che in questo luogo trascorse parte della sua giovinezza. Assolutamente da non perdere è la passeggiata al Porto della città, realizzato dall’Imperatrice Maria Teresa d’Austria e ancora oggi cuore commerciale di Lecco. Da visitare anche la Basilica intitolata a San Nicolò, il sostenitore della Trinità contro l'eretico Ario nel corso del Concilio di Nicea che venne realizzata intorno al VII secolo. Tra l'XI e il XII secolo vennero intrapresi i lavori di ampliamento, mentre tra Cinque e Seicento la facciata e il campanile subirono interventi di restauro. In quel periodo venne realizzata anche la scalinata antistante il prospetto. Nel Settecento la facciata venne modificata secondo lo stile neoclassico, ad opera di Antonio Maria Fontana. Il prospetto, infatti, presenta sei colonne con capitelli corinzi, a sostegno di un frontone triangolare. Il campanile attuale è frutto di una ricostruzione di inizio Novecento. Altri luoghi simbolo in città sono: il Santuario della Madonna della Vittoria, costruito per commemorare le vittime della I Guerra Mondiale. Al suo interno si conservano molte opere provenienti dalle chiese della provincia, tra le quali importanti opere di artisti lombardi del XVI secolo.

MONZA

Ricca di storia e di fascino, Monza ha un ingente patrimonio artistico. Tra le innumerevoli bellezze da vedere ricordiamo: la Villa Reale con l'annesso Parco, celebri in tutto il mondo e costruiti per volere dell'Arciduca Ferdinando D'Austria a partire dal 1777. I lavori furono affidati a Giuseppe Piermarini, architetto del Teatro alla Scala. Oltre alla Villa si può ammirare il Duomo: la tradizione vuole che sia stata la regina Teodolinda ad ordinarne la prima costruzione; quindi venne ristrutturato da Matteo da Campione nel XV secolo. Il campanile eretto nel XVII secolo, è stato restaurato. Nelle sale attigue è ospitato il Tesoro del Duomo , dove è conservata la celebre Corona ferrea di Carlo Magno. Tra le varie chiese sono da visitare: Chiesa di San Gerardino - in via Gerardo dei Tintori testimonia il luogo in cui il santo monzese nel XII secolo fondò il suo ospedale; chiesa di Santa Maria al Carrobiolo: edificata tra il 1232 e il 1259 su un precedente cimitero pagano, a ridosso del convento degli Umiliati. Il campanile, in stile romanico, risale al 1339; chiesa di Santa Maria delle Grazie in via Montecassino, nelle vicinanze del Lambro e del Parco. Appartenente all'ordine dei Frati minori francescani, fu costruita nel 1463. Chiesa di San Maurizio: situata in piazza Santa Margherita, è stata eretta, in origine con altro titolo, nel 1469 e faceva parte del complesso conventuale delle Umiliate, dove visse la Monaca di Monza. Chiesa di San Gerardo: vi si trovano le spoglie di san Gerardo dei Tintori, co-patrono della città. Nonostante la mole monumentale, è poco visibile a causa dei palazzi a ridosso. Si trova in via San Gerardo, nelle vicinanze di via Lecco. Chiesa di Santa Maria in Strada: si trova in via Italia. La facciata è stata interamente rifatta nel XVIII secolo; originariamente la chiesa faceva parte di un convento dei "frati della penitenza". Al suo interno è presente anche un piccolo chiostro.Chiesa di San Pietro martire: si affaccia sulla omonima piazza. Sorta nel XIV secolo, divenne parte di un complesso conventuale e successivamente sede del tribunale dell'Inquisizione. Da visitare la Cappella espiatoria, voluta da Vittorio Emanuele III sul luogo in cui venne ucciso suo padre, Umberto I, per mano di un anarchico nel 1900. Il viale di accesso si trova in viale Cesare Battisti e la Cappella della Villa Reale (XVIII secolo) dedicata alla Madonna Immacolata nella Corte d'Onore della Villa Reale uno dei monumenti più importanti della città.

Villa Reale. La villa fu costruita durante il periodo della dominazione austriaca sul Ducato di Milano, come simbolo del prestigio e della magnificenza della corte asburgica, voluta dall'imperatrice Maria Teresa d'Austria e dedicata il suo quarto figlio maschio, l'arciduca Ferdinando d'Austria, che in quel tempo risiedeva a Milano in qualità di Governatore della Lombardia e desiderava una villa fuori città per trascorrervi la stagione estiva e per andare a caccia. I lavori ebbero inizio nel 1777 sotto la guida di Giuseppe Piermarini.

Arengario. L'Arengario si trova nel centro storico, in piazza Roma, punto da cui partono le vie principali dell'area pedonale. È l'antico Palazzo Comunale di Monza, costruito nel XIII secolo.

Parco di Monza. Il Parco di Monza costituisce uno tra i maggiori parchi storici europei, ed il maggiore tra quelli cintati da mura. Ha una superficie di circa 685 ettari e con i giardini della Villa Reale costituisce un complesso di inestimabile valore paesaggistico, storico, monumentale e architettonico.

Storia del Parco di Monza. Il parco fu voluto da Eugenio di Beauharnais, figliastro di Napoleone e viceré del Regno d'Italia, come complemento alla Villa Reale. Il progetto fu affidato all'architetto Luigi Canonica; i lavori iniziarono nel 1806 e terminarono nel 1808. Dopo la caduta di Napoleone, il Parco divenne proprietà dello Stato austriaco e poi del Regno d'Italia. Il re Umberto I risiedeva spesso nella Villa Reale, ma dopo il suo assassinio nel 1900 i Savoia abbandonarono la Villa e il Parco, che venne dato in gestione all'Opera Nazionale Combattenti. Nel 1920 l'Opera cedette il Parco ad un consorzio formato dal Comune di Monza e da quello di Milano e dalla Società Umanitaria. Negli anni successivi vaste aree vennero date in concessione per la realizzazione di impianti sportivi: nel 1922 furono costruiti l'Autodromo Nazionale di Monza nella parte nord del Parco, e l'ippodromo (oggi non più esistente) tra le ville Mirabello e Mirabellino; nel 1928 il campo da golf, affiancato all'Autodromo. Quest'ultimo divenne ben presto uno dei circuiti più celebri e prestigiosi ed è il principale motivo di notorietà della città di Monza nel mondo. All'interno del parco scorre il fiume Lambro.

Giardini della villa reale e roseto. Circondano la Villa Reale e sono di notevole interesse naturalistico e botanico. All'interno dei giardini è presente un laghetto, nel quale trovano ricovero specie volatili quali germani reali e cigni. Nei pressi del laghetto sorge una torretta abbellita da un belvedere alla sommità; per le sue forme e la scelta di realizzarla in mattoni a vista, nell'immaginario dei monzesi è ricordata come un'antica torre medievale (anche se in realtà è stata costruita nel 1825). Fra la Villa Reale e il Serrone si trova un roseto di fama internazionale.

Autodromo. L'Autodromo Nazionale di Monza è un circuito automobilistico situato all'interno del Parco di Monza. Ospita molti eventi motoristici delle più svariate categorie durante tutto l'anno, ma è famoso internazionalmente per ospitare il Gran Premio d'Italia organizzato dall'Automobile Club di Milano quasi ininterrottamente dal 1922. Da allora tutti i Gran Premi d’Italia di F1 (con l’eccezione di 5 sole edizioni) sono stati disputati sulla pista stradale di Monza. Sostanzialmente fedele al disegno originario del 1922, ma aggiornato e migliorato nel tempo, il tracciato cosiddetto “stradale” su cui si disputano i Gran Premi misura oggi Km 5,793. Del complesso fanno parte anche la pista Junior di Km 2,405 e la pista di velocità (in disuso) di Km 4,250 e per la quale ci sono diversi progetti di recupero. Nel modernissimo edificio dei box, inaugurato nel 1994 e costantemente aggiornato, trovano posto, tra l’altro, 60 box corsa per i team e una attrezzata sala stampa capace di ospitare circa 600 giornalisti. Tra tribune coperte e scoperte, gradinate e posti in piedi l’Autodromo ha una capienza totale di oltre 137 mila posti per il pubblico. Numerose e importanti sono infine anche le manifestazioni non motoristiche ospitate nell’impianto. La collocazione dell’Autodromo all’interno del Parco di Monza è uno scenario unico al mondo, coinvolgente e gratificante dal punto di vista naturalistico. Dal 27 luglio 1998 l’Autodromo di Monza è certificato ISO 14001 per la tutela dell’ambiente

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